Tutta questione di organizzazione e… un pizzico di amore!

“Che brava mamma che sei diventata!”
“Scusa, non ho capito. Potresti ripetere, magari a voce più alta e scandendo bene le parole…”
Sei una brava mamma!!!”.
Queste parole pronunciate dall’altra parte dello schermo del computer da mio marito che attualmente si trova a Ryad, rimbalzano sulle quattro pareti della sala dove io e i bambini stiamo cenando. Dopo aver fatto due o tre capriole si vanno a depositare dritte dritte in fondo al mio cuore. Sono parole semplici che però mi riempiono di orgoglio e dette da mio marito hanno un valore doppio.

Figli


La partenza di mio marito per questa sua nuova avventura e la nostra permanenza in Italia in solitaria, ha creato non poche paure e timori nella nostra famiglia. Se lui soffriva di ansia da prestazione per il cambio di società, un nuovo ruolo, diverse mansioni e responsabilità, io mi tormentavo con dubbi, ansie e preoccupazioni sul mio ruolo di donna di casa in Italia, madre, moglie a distanza ed expat in transito in terra italiana. Ma la cosa che più mi preoccupava era la serenità dei miei figli.
Un fardello non da poco!
Una delle mie più grandi paure, assieme alla solitudine, era quella di non riuscire a garantire ai miei figli la spensieratezza, la tranquillità e l’alto livello di felicità che avevano raggiunto in Kuwait. La mia scelta di espatriare e seguire mio marito è basata su di un grande progetto che si chiama famiglia. Ma questo importante e faticoso progetto, che stiamo costruendo giorno dopo giorno, a volte subisce dei rallentamenti o addirittura degli stop.

Il giorno in cui è stata distribuita la capacità organizzativa e quella di problem solving, io mi ero persa nella coda dei trouble makers! Si, proprio così, sono disorganizzata di natura, sarà a causa dei miei ricci? Sono capace di creare e ingigantire problemi inesistenti e fatico a trovare soluzioni per questioni ovvie. Purtroppo, o per fortuna, sono pienamente consapevole dei miei limiti e delle mie capacità, riconosco i miei difetti. Proprio per questo l’idea di dover gestire casa e famiglia tutta da sola mi spaventava ancor più che partire per una nuova destinazione!
A settembre, mentre mio marito partiva con un biglietto per Ryad, le domande che mi frullavano per la testa erano tante: riuscirò mai ad avere il controllo di tutto? Come farò a seguire i miei figli, le faccende di casa, gli scatoloni che arriveranno dal Kuwait, la vita di tutti i giorni? Sarò capace di seguire i miei figli cercando di non fargli mancare nulla? Inoltre, come colmerò l’assenza del padre? Come farò a tenere allegri e scacciare la malinconia dei bambini che hanno dovuto salutare tutti i loro amichetti? Riuscirò a preparare cibo commestibile, garantendogli un equilibrio alimentare adatto a dei bambini?
Insomma, una serie infinita di domande che sembrano sciocche, scontate, inutili, ma alle quali è difficile dare una risposta immediata, serve tempo.
E visto che il tempo porta consiglio ora posso dire che lo stare da sola mi sta fortificando.

BambiniInizialmente stavo cadendo nella retorica della lamentela continua: “non ce la farò mai! Tutto questo è troppo per me! Ma come farò!”, ma ad un certo punto mi sono guardata allo specchio e mi sono detta che questo anno sarebbe stato la mia rinascita, una sfida dalla quale volevo uscirne vittoriosa!
Ad oggi, dopo tre mesi dalla partenza di mio marito, posso dire che la solitudine mi sta fortificando, mi sta aiutando a capire e valorizzare le mie capacità. Sono riuscita a tirare fuori le unghie e combattere, reagire. Ho smesso da tempo con le lamentele perché mi rubavano energie preziose che potevo meglio utilizzare coi miei figli!
E’ stata tutta questione di organizzazione! A questa ho aggiunto tanto amore per i miei figli, la fortuna di poter trascorrere un anno accanto alle persone a cui voglio bene. Un pizzico di “macchisenefrega se non faccio i mestieri!”. E il gioco è fatto!!!
Ora, quando la sera mi guardo allo specchio mentre mi metto la crema antirughe, vedo una nuova me. Una me felice, orgogliosa, stanca, ma decisamente serena!
E’ l’allegria e la spensieratezza dei miei figli che mi rende felice. Anche se, inevitabilmente la mancanza del papà un po’ la sentono però sono tranquilli, hanno trovato nuovi amichetti coi quali condividere i loro giochi e le diverse ore a scuola, l’ambiente scolastico è splendido, stanno godendo dell’infinito affetto di nonni e zii, stanno vivendo esperienze indimenticabili che ricorderanno, spero, per tanto tempo.
Sono orgogliosa di essere riuscita a trovare un equilibrio tra la gestione della casa, della cucina e dei compiti. E se anche tutto questo avviene di corsa, perché mentre uno fa la doccia con l’altro devo fare i compiti; mentre metto in forno la pizza e loro si guardano un cartone magari riesco anche a telefonare a mia sorella o mandare un whatsapp alle amiche lontane. E mentre ceniamo chiamiamo il daddy così è un po’ come se fosse seduto al tavolo assieme a noi, cerchiamo di raccontargli tutto quello che abbiamo fatto durante la giornata per tenerlo aggiornato di quello che ci succede quotidianamente. E poi prima di andare a letto leggiamo un libro in inglese, uno in italiano e poi viene il loro turno per raccontare una storia. Magari colgo questa occasione per farmi raccontare della scuola, dei loro nuovi amichetti, cercando di capire se ci sono problemi o malumori.
E quando la luce della loro stanza si spegne, i loro respiri si fanno regolari e il sonno li ha rapiti per portarli nel mondo dei sogni, io mi ritrovo a lavare montagne di piatti o stendere valanghe di vestiti e sistemare chili di costruzioni finite sul tappeto della sala. Ma non fa nulla, perché sono felice che anche questa giornata sia trascorsa con il sorriso sulle labbra. Orgogliosa di aver sedato una lite per una macchinina, gestito un capriccio, fatto i compiti settimanali, preparato una cena che hanno apprezzato, averli portati in biblioteca a scegliere un nuovo libro di Natale, scritto o corretto un post, letto i blog delle amiche sparse per il web, condiviso con mia madre una bella giornata, bevuto un cappuccino italiano in compagnia di amiche.
Perché tutto è una questione di organizzazine con un pizzico di amore!

TatiQuindi, corraggio a tutte le mamme expat che si ritrovano sole ad affrontare la quotidianità e la gestione dei figli. Perché volere è potere!

Drusilla in transito

 

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4 pensieri su “Tutta questione di organizzazione e… un pizzico di amore!

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