Elena da Dubai. Una frequent-expat-per-caso.

– Toc, toc…E’ permesso?
– Avanti avanti. Buongiorno!
– Buongiorno a voi! Grazie per l’invito…
– Grazie a te per aver accettato! Sai ne abbiamo discusso parecchio eh, ma poi ci mancava un’altra matta, consentimi il termine, nel gruppo. Un’altra expat.
– Eh sì, matta son matta ed expat… beh non c’è dubbio.
– Accomodati. Allora dobbiamo registrarti, crearti un indirizzo e-mail, crearti id, password, accesso, ti inseriamo nella pagina Facebook, su Trello, poi se puoi cortesemente mandaci anche una bio, delle foto di te, di Dubai. Leggiti i documenti, leggiti questo, questo e quest’altro link. Poi ti mando l’invito su quest’altro gruppo.
– Ah, niente più? Sì sì va bene. Vi servono anche impronte digitali, fototessera e passaporto?
– Oh ma quanto sei simpatica??
– Ehm, ok ma lo sai… non ho molte foto di Dubai sono arrivata da poco qui. E ora mi iscrivo su tutto. Comunque grazie, sono molto emozionata (e ho parecchia ansia da prestazione).
– Ma vaaa, non ti preoccupare, benvenuta in Amiche di Fuso!

Ed eccolo qua. Il mio primo post su AdF con il quale mi dovrei far conoscere e con il quale dovrò conquistarvi.
Mica facile in mezzo a tutte queste donne incredibili sparse per il mondo. E più ci penso e più credo che questo blog sia stata un’idea fantastica. 14 voci sparse per il mondo e sul serio dovreste vedere come avviene la comunicazione con tutte queste differenze di fuso orario! Non si sa mai se augurare la buonanotte o il buongiorno.
Ma torniamo a me.
Mi chiamo Elena e sono expat da quasi dieci anni. Sono una “expat per caso”, nel senso che non ho mai veramente deciso di vivere all’estero. E’ capitato, è arrivata l’occasione ed io, come faccio sempre, l’ho colta. Non solo sono un’espatriata ma rientro nella categoria delle “frequent expat“, come altre di questo gruppo, ovvero una di quelle che trotterella da un posto all’altro a seconda del progetto del marito.
E pensare che non sono neanche una grande amante dei viaggi! Eppure in un’altra vita devo essere stata una via di mezzo tra Indiana Jones e Marco Polo. Insomma, era nel mio destino, e la mia curiosità, insieme all’essermi sentita cittadina del mondo fin da piccola, mi hanno indubbiamente aiutato.
Sono stata per lunghi periodi, per studio e per piacere, in Germania (a Marburg) e in Brasile (ad Arraial D’Ajuda), ma è dopo che ho conosciuto il mio giovane “ragazzo” che sono ufficialmente diventata expat, e senza saperlo a dire il vero.
Insomma eravamo due milanesi come altri. Ci siamo laureati e lui trova subito lavoro in una società di costruzioni che lo spedisce a Torino.  Disperazione! (che se ci penso ora mi viene tanto da ridere!).
Dopo Torino viene spedito in Iran mentre io continuavo a lavorare a Milano. Super disperazione ma resistiamo, nonostante ci potessimo vedere ogni 3 mesi.

Dopo l’Iran è la volta dell’Ecuador. La società per la quale io lavoro chiude e quindi decido di andare da lui per un “mesetto”.
Quel mesetto si è trasformato in “per sempre” perché in Ecuador, precisamente a Baños de Agua Santa, ai piedi dell’attivissimo vulcano Tungurahua, viene concepito Tommaso, il nostro primo figlio.
Io a Milano vivevo ancora in un appartamento con le mie amiche e il mio “ragazzo” con suo fratello. E quindi la nostra casa era lì dall’altre parte del mondo.

Baños de Agua Santa - Ecuador

Baños de Agua Santa – Ecuador

Dopo un anno in Sud America pensiamo di cercare casa a Milano, perché insomma non è che si può vivere in giro per il mondo con la famiglia (hahahaha! grasse risate anche qui).
Arriva un’offerta per New York. No dico…si può dire no a New York? Tanto è solo per un anno e poi torniamo a Milano (sì certo come no).

IMG_1119

Manhattan / New York

Verso la fine del progetto di New York, e dopo due anni in una città spettacolare, arriva un lavoro per Las Vegas e quindi con i nostri 10 scatoloni partiamo alla volta di Las Vegas dove viviamo per ben 4 anni, dove nasce la nostra seconda figlia Giulia e dove ci sposiamo insieme ad Elvis Presley nella “Graceland Chapel” dove più kitsch non si poteva.

Sposa a Las Vegas

Sposa a Las Vegas

Da Vegas ci trasferiscono nell’incantevole San Francisco. Una città meravigliosa dove viviamo per poco più di due anni e dove ho ancora un pezzetto di cuore. A San Francisco ho conosciuto anche Sabina una delle Amiche di Fuso e spero un giorno di poterci ritornare e chissà magari viverci per sempre??

San Francisco - Twin Peaks

San Francisco – Twin Peaks

Questo dicembre abbiamo spedito i nostri 200 scatoloni e abbiamo cambiato parte del mondo dopo ben 8 anni negli Stati Uniti e siamo approdati a Dubai, negli Emirati Arabi.
Sono passati quasi 4 mesi ma mi sembra ieri e ancora ci dobbiamo adattare. C’è tutto da scoprire e penso proprio che scriverò delle mie scoperte proprio qui.
Insomma progetti per il futuro non ne faccio più da un bel po’. Oggi siamo qui, fra un anno non lo so.
L’importante è viverla fino in fondo. Sempre!

dubai

A Dubai!

Elena, Dubai

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11 pensieri su “Elena da Dubai. Una frequent-expat-per-caso.

  1. Ma quante avventure! Hai girato proprio tanto! Aspetto i racconti..anche sulla gestione dei figli da expat che gira un sacco! Scuole internazionali?

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  2. Ciao Elena, io ho solo una domanda ma perché definirsi expat e non emigranti? Perché in fondo é quello che fate migrare per poter lavorare, o no? Non é che magari expat é un modo piú figo e anche un pó classista per differenziarsi da chi all’estero va a lavorare senza specifico titolo di studio, penso a lavapiatti e cameriere ai piani, ma alla fine sempre per lavorare vi spostate o no?
    Angela

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    • Ciao Angela! E chi ti ha mai detto che io non abbia mai fatto la cameriera o la lavapiatti? O che la definizione expat sia diversa o più “fighetta” di migrante? A me non sembra di averlo scritto da nessuna parte 😀
      Io uso expat perchè sono un’espatriata e per definizione “L’espatriata è colei che lascia il proprio paese con una prospettiva temporanea, la migrante è invece colei che parte con l’idea di insediarsi nel nuovo paese in modo permanente.” (citazione http://forum.expatclic.com/index.php?showtopic=10865).

      Molto probabilmente un giorno deciderò di insediarmi in un posto o magari tornerò in Italia. E forse sono un po’ expat e anche emigrante. O magari non sono nessuna delle due e sono solo una donna e mamma che gira per il mondo.
      La definizione poco importa. Puoi chiamarmi come vuoi. Certo è che io non sono classista ma uso la parola che forse in questo momento più mi rappresenta.
      Ma magari ne trovo una nuova solo per me così siamo tutti contenti!
      Grazie mille Angela per il tuo punto di vista e benvenuta in AdF!

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      • Angela e’ vero che alcune persone usano il termine expat per darsi le arie, ma quando si e’ palloni gonfiati ogni scusa e ogni termine e’ buono. Epat, migranti, emigranti, immigrate…siamo sempre noi 🙂 benvenuta!

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  3. A leggere questo tuo post mi sono quasi commossa perché ricordo di quando scrivevi da New York! Io trovo siate donne in gambissima, è come forse ti avevo già scritto, i tuoi figli saranno veri cittadini del mondo! :-))) Un abbraccio 🙂

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  4. Mamma mia, che storia di vita interessante la tua. Non credo che riuscirai mai a diventare una vera stanziale… Dopo aver visto mezzo mondo, come si fa a starsene a Milano? Bello vedere la vita da prospettive diverse! Complimenti e un abbraccio lungo lungo da attraversare i sette mari…:-)

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  5. Pingback: Avere delle amiche di fuso...ma che è?

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