I play date la mia salvezza

friendsOggi a casa nostra verrà Stefania poi sua madre Katya, la russa più simpatica che io conosca, passerà più tardi insieme agli altri due figli.
Domani andiamo da Neve, la sua mamma Emily neozelandese mi ha detto che ci saranno altri sei bambini. Io ci andrò con la mia adorata amica libanese Amal e suo figlio Liam che è diventato il best friend di mia figlia. Mercoledì invece sarà nostra ospite Olive rose che ha ereditato i colori di sua mamma portoghese, ma ha un accento very british come il papà. Giovedì, infine, andremo da Ania la mia super smart amica polacca. Lei ha una bimba dolcissima Saskia e li troveremo Liz, il sergente del Air Force Australian, con le sue dolcissime bambine dal cognome italiano perchè il papà è maltese.

Un’agenda fitta di impegni. Ogni settimana è diversa. I play date sono stati la mia vera chiave di integrazione fin da subito qui a Kuwait. Ricordo il primo a cui fui invitata, era a casa di Drusilla conosciuta da poco dopo un mio assalto al club. Lei era qui da un anno, volle mostrami un pò il mondo fino ad allora conosciuto, c’erano un bel pò di mamme british con cui ci si scambiammo solo sorrisi. I bimbi erano piccoli, non giocavano certo tra loro. A quei tempi i play date erano più una scusa per noi mamme h24 per scambiare qualche parola tra adulti, anche se spesso era fatto in maniera frettolosa, perchè con un occhio toccava seguire sempre il piccolo di turno. Ricordo la fase successiva dei play date dove per poter parlare dovevamo urlare sopra le urla dei nostri figli, che giocavano, ma con il it’s mine, si rubavano a turno i giochi, litigavano, correvano e si arrampicavano ovunque.
Fino agli ultimi dove posso ospitare cinque bambini  contemporaneamente e non accorgermi di nulla.
I play date mi hanno fatto diventare mamma, mi hanno insegnato usi e costumi di tutti. Sono stati il mio corso di inglese gratuito.
E nei play date sono nate grandi amicizie con alcune mamme.
Io che mai avrei immaginato di fare questa vita, io che mi vedevo segretario di un Board, nel cuore delle aziende, tra segreti e business.
Mi sono ritrovata a stare h24 con una bimba piccola, sempre in riunioni in cui si parlava solo di dove poter trovare le pappe, metodi educativi e poi pian piano dei nostri sogni, delle nostre storie, di Kuwait.
Ho imparato a cucinare per organizzare i playdate.
Ho fatto ricorso al mio essere terrona per essere sempre la prima ad avviare nuove relazioni. Perchè se per prima apri la tua casa, tutto diventa più facile.
I play date lo ripeto sono stati la mia salvezza.
Io da party girl ho riversato lì, il mio bisogno di socialità, di chiacchiere. Al posto di happy hour sono diventata ancor più drogata di caffè. Bevo persino il nescaffe.
Mi emoziona molto vedere mia figlia giocare senza problemi con tutti. Vedere che nella nostra sala giochi c’è il mondo. Io che fino a 18anni la mia amica più “straniera” era Paola che viveva a Oria, a solo 8km dal mio paese, ho una figlia che ha per amici i Kiwi, australiani, americani, libanesi, inglesi, scozzesi, russi.

playdate

E se per diverso tempo ho perso la mia identità, non ero più Mimma, ma la mamma di Giada, ora pian piano sono tornata ad essere Mimma anche per quei piccoli nanetti che quando li incontro a scuola vengono tutti a salutarmi chiamandomi appunto con il mio nome: Hi Mimma. Anzi qualcuno azzarda pure un “Ciao bella”.
I play date, care mamme, sono una risorsa inesauribile. A volte sono faticosi, ma aiutano un sacco. In paesi dove non conosci nessuno possono diventare davvero la vera chiave di integrazione.
E sono una bellissima esperienza per i vostri figli.
I play date a settembre mi hanno pure salvato dalla tristezza perchè la mia adorata amica e compagna Drusilla con i suoi piccoli non c’erano più in Kuwait.
Da allora mi sono fatta ancora più coraggio.
Perchè io sono fatta così, più ho paura, più mi butto. Passo il tempo a fotografare questi piccoli eventi, stampo tutto e scrivo date, nomi.
Non so per quanto tempo ancora faremo questa vita, ma mi piacerebbe un giorno mostrarla a mia figlia. Perchè a Milano avrei lavorato un sacco e lei avrebbe passato i pomeriggi o in una scuola o a casa da sola. E se appena rientrati dalle vacanze natalizie lei continuava a dire sempre “mamma che brutta Kuwait” “mamma perchè non torniamo in Italia”, ieri dopo un’altra giornata passata insieme ai suoi amichetti mi ha guardato e mi ha detto “Mamma, hai ragione: Kuwait non è brutta”.
E io mi sono sentita come quando anni fa dopo un periodo di super lavoro finalmente riuscivamo a chiudere bene un’operazione societaria.
Solo che ora per festeggiare non bevo un cockatail con i miei colleghi. Mi metto un stickers “well done” e vado avanti.

W i play date care mamme e chi l’avrebbe mai detto.

Mimma, Kuwait

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12 pensieri su “I play date la mia salvezza

  1. Proprio vero! I playdate mi sono stati di aiuto anche a Genova, perché se non conosci nessuno e tua figlia è timidissima, sono il modo migliore per te di conoscere altre mamme oltre al veloce “ciao ciao” sulla porta dell’asilo e per lei di fare amicizia con più calma. Proprio ora al terzo giorno di pre-primary a Perth sto per invitare due bimbe per un playdate, anche se non abbiamo ancora un divano, mangiamo su un tavolo da campeggio e per merenda ho solo biscotti. Perché l’importante è l’accoglienza! Poi vuoi mettere la mia moka italiana con un avanzo di Illy portato dall’Italia 😉

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    • Ciao stai parlando di Tiziana-Florida immagino qui usava il suo vero nome. Purtroppo ha deciso di abbandonare il progetto, cancellando i suoi post che ora sta ripubblicando sul suo blog che hai citato. E si è cancellata dalla barra. Quindi i suoi contributi puoi seguirli li. Un saluto.

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  2. In generale mi sembra che i bambini favoriscano l’integrazione… Sarà che riescono a strappare un sorriso nonostante lo stiff upper lip! Da quando sono mamma conosco molte piú persone che abitano nella mia zona e capisco molto di piú come si vive qui… 🙂

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    • Io ho iniziato l’espatrio da mamma, non ho metro di paragoni…però penso che sia più facile per certi versi. Poi in posti come Kuwait non ne parliamo. Poi il carattere e le nostre necessità fanno il resto.

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      • Scusa, ho mandato il commento per sbaglio. Dicevo che ho vissuto in UK per circa otto anni prima di essere mamma ed é cambiato tantissimo… Per esempio, prima pensavo a dove fare il prossimo weekend break in Europa, adesso comincio ad interessarmi alle attività locali, e scopro veramente come vive la gente. Bello!

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  3. Pingback: I bambini nell’espatrio fra cambiamenti ed adattamento | Amiche di fuso

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