Addictions californiane

Quando sono approdata in California, pensando che fosse l’America anche se non lo è, credevo che sarei vissuta a patatine fritte e hamburger, avrei bevuto litri ettolitri di Coca Cola e milkshake e quindi, inevitabilmente, sarei diventata ben presto una cicciobomba. Ero certa che non avrei mai più rivisto un pomodoro fresco manco a pagarlo oro e che avrei dovuto dire addio al sugo al basilico, che tanto amo… povera me!
Adesso penso che forse avevo visto un po’ troppi film sull’America e il cibo spazzatura e sicuramente quelli di Michael Moore avevano lasciato il segno facendomi però pensare che tutti gli Stati americani fossero uguali dal punto di vista alimentare e culturale.
Non sapevo (perché queste non sono informazioni che passano dai film!) che la California e San Francisco in particolare sono un’isola felice da questo punto di vista.
1. Si mangia tanta frutta e tanta verdura e, per spendere meno e avere una migliore qualità, ci si può rifornire nei farmers’ markets (dei mercati locali nei quali i contadini vendono i loro prodotti) che vengono allestiti in giorni diversi e in posti diversi a San Francisco, come anche nelle cittadine della Bay Area. I mercati vengono aperti sulle strade chiuse al traffico o nei grandi parcheggi della città e sono sempre di mattina, un po’ come in Italia.
2. Si punta molto sul biologico anche perché pare che col non biologico ci vadano giù pesante in termini di OGM (organismi geneticamente modificati), anche se sono convinta che non saprò mai con certezza che cosa è veramente biologico e che cosa non lo è…
Fatto sta che io da quando ho scoperto questi mercati all’aperto, compro frutta e verdura solo lì.

E fu così che proprio in California presi a mangiare la frutta e la verdura più buona e saporita mai mangiata o, per lo meno, comparabile a quella che si trova nel nostro sud Italia. D’estate trovo i pomodori ciliegini al mercato e me li mangio, uno dopo l’altro, così, senza condirli perché sono squisiti! Assomigliano proprio a quelli che mangiavo in Puglia quando ero lì in vacanza d’estate e sicuramente non hanno niente a che vedere con quelli sciapiti che trovavo nella Pianura Padana, ahimè. E poi prendo le pesche che sono sempre sugose, i fichi appena colti dall’albero, le albicocche mature che una tira l’altra e non ci puoi fare niente…
Insomma, strano ma vero ma io a San Francisco ho scoperto il piacere di mangiare sano e di nutrirmi di frutta e verdura. Altro che hamburger e patatine!

Ma tornando al vero tema del post e quindi alle mie addictions, cioè le mie dipendenze da cibo sanfranciscano, devo proprio confessarvi che se dovessi lasciare la California so già che mi mancherebbero da morire gli avocado maturi al punto giusto. Quelli che trovo al mercato arrivano direttamente dal Messico. Le specie invernali mi piacciono un po’ meno, ma quelle estive… ah, non fatemici pensare per favore, che mi viene l’acquolina in bocca!!
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In Italia non avevo mai assaggiato l’avocado perché a casa mia non si è mai andati troppo pazzi per tutto ciò che non fosse nostrano, banane e ananas a parte! Quindi prima di arrivare in California non avevo la più pallida idea di che sapore avesse un avocado, di come si sbucciasse e di che consistenza avesse la sua polpa. Figuriamoci quindi se sapevo come si mangiava, e con cosa! Può essere che anche qualcuno di voi non ne abbia idea?

Se dovessi spiegarvi a che cosa assomiglia il sapore di un avocado, vi direi che il gusto di un frutto maturo si avvicina molto a quello dei pinoli ma la consistenza quasi cremosa della polpa lo rende davvero unico nel suo genere!
Io lo adoro tra una fetta di prosciutto o di tacchino in un panino su cui ho spalmato un filo sottile di maionese, magari fatta in casa. Ma lo mangio anche tagliato a fettine insieme alla banana, a volte con una passatina di zucchero d’agave liquido sopra, sostituibile tranquillamente con lo zucchero normale o con un po’ di miele! Una merenda sana, energetica e davvero gustosa!
E poi ci faccio anche il guacamole, una salsa di origine messicana che si può usare come antipasto ed è a base di avocado, schiacciato con un po’ di limone (meglio il lime, se ne avete a disposizione!), cipolla tritata e pezzettini di pomodori freschi. Accompagnatela con delle tortilla chips (=patatine di mais) e farete tutti contenti!

IMG_8357Tra le addictions propriamente invernali ci sono invece i cachi. In questo periodo dell’anno al mercato non si vedono altro che cachi… e io me la rido, sfregandomi le mani!
Ne trovo di due tipi in particolare: quelli di forma allungata che vanno mangiati belli maturi (e hanno una polpa dolce ma piuttosto viscida) e quelli piccoli e schiacciati che sono più croccanti ma hanno lo stesso sapore. Quest’ultimo tipo, il caco Fuyu, mi fa letteralmente impazzire! Lo taglio a fettine e me lo mangio in un baleno trattenendomi dal passare al secondo e poi al terzo, al quarto… eccetera. Il sapore mi sembra sia meno stomachevole tant’è che me ne sono innamorata follemente quando ero incinta. Ma, cosa ancora più importante, quando li mangio non ho mai l’impressione di avere della bava di cammello in bocca, come invece mi capitava SEMPRE coi cachi grandi italiani che per questo motivo non riuscivo proprio a mangiare!

10666057_330501820444591_7019091901867276733_nE poi al mercato c’è il mio banchetto preferito, quello che vende lamponi, fragole e more. Credo sia il mio preferito perché il mio sguardo non sa proprio resistere – e ci casco ogni volta, eh! – a quel tripudio di rosso. Vengo attirata come se fosse una calamita tutto quel ben di Dio.
Lamponi e more sono un po’ cari, ma spesso, a fine giornata (cioè intorno a mezzogiorno e mezzo, quando gli italiani expat arrivano al mercato :), vengono dati via a metà prezzo e così per 5$ ci si riesce a portare a casa più di mezzo chilo di frutti di bosco, che non è male!
Proprio questa settimana, approfittando di una svendita all’ultimo minuto, ho preso un tris di lamponi e more e per la prima volta ho provato a farci la marmellata. Vi do gli ingredienti, se voleste cimentarvi:
– 150g di zucchero di canna;
– il succo di un limone;
– circa 700g di lamponi e more.
Fate cuocere il tutto fino a che bolle e quando raggiunge la densità desiderata, invasate.
Io la sto centellinando perché è davvero troppo buona… Pensate che mi sembra quasi uno spreco spalmarla sul pane, quindi me la mangio a cucchiaiate!!

Ecco, queste sono quindi le mie addictions. Penso ne aggiungerò altre durante la mia permanenza e chissà, magari tra qualche mese vi svelerò altre squisitezze locali.
Ma dico: l’avreste mai detto che un’italiana espatriata in America, anzi in California, avrebbe scoperto una grande passione per frutta e verdura?

Sabina, California

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38 pensieri su “Addictions californiane

  1. Anche io ho scoperto gli avocado quando sono arrivata in Australia e ora non potrei farne a meno… cosi come con il mango, sconosciuto (o quasi) in Italia… ma non sanno quello che si perdono!

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  2. Avocado lover a rapporto! Anche iol’ho scoperto una volta a Vancouver, e adesso lo compro ogni volta che vado a fare la spesa e lo mangio spessissimo o nell’insalata o nei sandwich!
    Credo che qui sulla West Coast si mangi bene, anche grazie al clima mite e alle persone piú open-minded interessate a organic e ecofriendly. Sono curiosa di andare giú a San Francisco!

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  3. Ottimo articolo, molto “fresco” 😉 Anch’io a mie spese ho scoperto i farmers market a forza di disperazione, insomma, la frutta e la verdura dovevano essere da qualche parte!
    Provero’ il tuo panino con l’avocado e tacchino… sono golosissima di avocado, qui a Auckland il top mix che adoro e viene spesso offerto in casa come spuntino e’ pomodoro-avocado-edam sopra un piccolo cracker.
    I frutti di bosco a quel prezzo me li sogno invece *_*

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  4. ..io l ho scoperto prima di venire in uk ci facevo il risotto con I gamberetti. ..la sorpresa e di trovarne tanti anche qui nell unico banchetto di frutta fresca nel paesino in cui vivo!

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  5. A Marzo e Aprile saró in California per lavoro e sinceramente, non vedo l’ora di vedere il concetto americano di “mercato” e, conoscendomi, so che compreró ed assaggeró tutto quello che mi ispira (nonostante mi aspettino pranzi e cene di lavoro, probabilmente fatte di junk food)

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  6. Beata te 🙂 al farmers market a Londra si trovano: patate, cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavoletti di Bruxelles viola, patate, cavoli, cavoli…

    Il secondo tipo di cachi dalle mie parti lo chiamiamo caco albicocca! 🙂

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