Da Proust a Pimpa – dei traslochi passati e dei traslochi futuri

Il primo espatrio insieme cominciò con la Peugeot grigia del lavoro di Lui, piena fino all’inverosimile: era partito da Varsavia con le sue cose, non molte a dire il vero perché la vita studentesca era finita da poco, per venire a prender me e le mie cose a Pavia, da lì saremmo poi andati a Bruxelles.

Vestiti, libri, ma anche piatti e tazzine amorevolmente donate da mia mamma, e soprattutto una padella di teflon nell’angolino della cappelliera, ben visibile dal  parabrezza.

Alla dogana di Basilea ci fermarono e aprirono tutto, perché a fine 2006 un giovane di ventisei anni a bordo di una vettura da adulto con targa polacca e una fidanzata italiana, evidentemente facevano un po’ strano. Evidentemente quella padella lì era sospetta, magari messa apposta per far credere che fossimo due giovani che lasciavano i paesi natii per andare a vivere insieme a Bruxelles, mentre chissà che c’era sotto.

Mentre smontavano tutti i bagagli, incastrati da lui con l’abilità di Furio per non sprecare ogni singolo centimetro cubo, gridai “Fate attenzione, quello avvolto nella carta bianca è un dipinto di mia mamma!”. Di colpo i poliziotti svizzeri fermarono la loro opera metodicamente distruttrice e con somma riverenza sollevarono l’involto, consegnandomelo con delicatezza.

Ovviamente era tutto ok nel nostro bagaglio e fummo lasciati in pace a ricostruire il tutto nel gelo e nell’umido. Un’ora dopo ripartimmo e il Senator scoppiò a ridere:

– Pensa, poteva essere un Rembrandt rubato e non se ne sarebbero mai accorti perché è l’unico oggetto che non hanno aperto!

La padella fu l’ultimo dei bagagli a entrare nell’appartamento vuoto (dove ci attendeva solo un materasso dell’Ikea da 7 cm comprato da lui il giorno che firmò il contratto, qualche settimana prima). Tutt’oggi, rigatissima, è nel cassetto sotto il forno  e viene comunemente chiamata la Padella Sospetta.

Il secondo espatrio cominciò con la Ford focus del cugino che al momento era in Australia figlio dello zio in Germania: lui era partito da Bruxelles con la Peugeot, l’aveva riconsegnata a Varsavia, era andato poi in Germania in treno a prendere la Ford focus e poi era sceso giù a Pavia. S’era fatto una doccia ed era andato a prendere i suoi, i nonni,  fratello e sorella (insieme ad altri due amici macchinati, non tutti nella Ford Focus) per portarli a conoscere i miei; due giorni dopo ci saremmo sposati. Trentasei ore dopo il matrimonio, abbiamo riempito dei miei libri per preparare l’esame d’avvocato, dei regali di nozze e dei miei vestiti estivi la Ford Focus e siamo partiti verso il paesello alle porte di Ginevra, una nuova casa vuota ci attendeva per ricominciare. Al mattino siamo ripartiti con due furgoncini e un disperato pescato in una lavanderia a gettoni, assunto per la missione, e abbiamo preso a Bruxelles tutto il resto, compreso il dipinto di mia mamma, la Padella Sospetta e il Materasso da 7 cm, che decidemmo sarebbe diventato per gli ospiti: era giunto il momento di investire in un materasso da adulti, per noi.

Il terzo espatrio cominciò con noi due seduti sul divano, nel mezzo della nostra casa ormai pienissima di  mobili, oggetti, quadri, poster, souvenir e libri, quintali di libri. Pagine web di “Calcola on line il preventivo per il tuo trasloco”! Cifre impressionanti.

– Aspetta un attimo, magari le ditte polacche costano meno e vengono anche qua al paesello franco svizzero.

Il giorno dopo arrivò l’email col preventivo  che valeva un milione di grazie: sei baldi polacchi sarebbero arrivati, avrebbero impacchettato tutto loro, fino ai cucchiaini, e caricato tutti i mobili, li avrebbero portati a Varsavia e lì scaricati. Io mi dovevo solo occupare di suddividere ed impacchettare i giocattoli, buttare o regalare tutto il superfluo e traslocare con me una bimba di sei mesi e una di due anni e mezzo, mentre lui avrebbe guidato la nostra Peugeot nera, comprata dopo aver restituito la Ford Focus, per milleseicento e passa km, con a bordo il Dipinto di mia mamma e le altre cose preziose per noi.

Quando arrivai nella nuova casa varsaviese, la Padella Sospetta, il Materasso da 7 cm (ormai diventato quello su cui dormiva la grande e poi qui a Varsavia, passato alla piccola) e il Dipinto di mia mamma erano già ad aspettarmi.

Sono passati venti mesi: il prossimo trasloco sarà oltreoceano perciò solo il Dipinto di mia mamma con gli altri quadri, i libri nostri e delle bimbe più qualche gioco, ci seguiranno. Il resto aspetterà il nostro ritorno, tra un po’ di tempo.

Capture

dettaglio dalla copertina di “Pimpa scopre il Mondo” di Altan, Franco Cosimo Panini editore.

Come gli oggetti della Pimpa, mi piace immaginare la Padella Sospettosa e il Materasso da 7 cm, che si fanno compagnia tra loro in cantina, raccontandosi dei tempi che furono e immaginando quelli che verranno.

Noi partiamo per la nostra nuova vita proprio oggi.

Valentina, Polonia che da domani sarà Valentina, Huston

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11 pensieri su “Da Proust a Pimpa – dei traslochi passati e dei traslochi futuri

  1. Quanto mi ha emozionato vivere questo, chiamiamolo, lungo viaggio con te… 🙂
    Ho respirato l’amore della vostra famiglia, tra una Padella Sospettosa ed un Materasso di 7 cm.

    Mi piace

  2. Pingback: Un anno di Amiche di Fuso | Amiche di fuso

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