The Columbus Italian Festival

Gli Stati Uniti, in quanto nazione relativamente “giovane”, non hanno molte antiche tradizioni storiche, per cui nel tempo hanno acquisito alcune delle celebrazioni proprie della grande varieta’ di gruppi etnici e religiosi che vivono in questo Paese. Ad esempio a marzo si festeggia l’irlandese Saint Patrick’s Day con parate, serate a tema e decorazioni con il quadrifoglio verde sparse ovunque, mentre a maggio, in occasione del messicano Cinco de Mayo, ci si mette un sombrero e un poncho e si va in qualche locale tipico a bere tequila e mangiare nachos pucciati nel guacamole come se non ci fosse un domani.

Anche gli italiani hanno una loro ricorrenza: il 12 ottobre, giorno in cui Cristoforo Colombo arrivo’ in America, e’ diventato un pretesto per celebrare la cultura italo-americana e permettere ai numerosi espatriati di non dimenticare le proprie radici. Dal 1934 il Columbus’s Day e’ considerata festa federale e, poiche’ gli americani hanno veramente pochissimi giorni di ferie all’anno e quindi non possono permettersi di perdere una ricorrenza solo perche’ cade nel week end, e’ stato deciso che il Columbus Day venga festeggiato il secondo lunedi’ di ottobre. In realta’ il Columbus Day e’ giorno lavorativo per la maggior parte delle persone, in quanto si e’ pensato di “barattare” il day off con il Black Friday (giorno dopo il Thanksgiving), in modo da favorire le spese pazze che vengono fatte tradizionalmente in quel giorno di sconti e offerte assurde!
A Columbus ovviamente tengono particolarmente a questa ricorrenza (vi ricordo che questa citta’ si vanta di avere una riproduzione della Santa Maria ancorata sul fiume…) e nel week end che la precede da piu’ di 30 anni viene celebrato l’Italian Festival.

Questa festa viene organizzato proprio nel quartiere che e’ Italian Village proprio perche’ alla fine del ‘900 molti immigrati italiani si erano stabiliti in quella zona di Columbus. Qui la comunita’ italiana e’ ancora molto forte e, anche se molti dei discendenti ormai non parlano neppure piu’ la lingua dei genitori, la Messa nella Chiesa della zona e’ tenuta in Italiano.

Mi sono documentata un po’ sulle origini del Festival, che oggi e’ una semplice occasione di aggregazione e divertimento ma che era stato ideato in origine con scopi e motivazioni molti piu’ elevati.
Il 1980 era stato definito dal Vescovo cattolico degli Usa come l’anno dedicato alla famiglia, cercando in questo modo di contrastare il declino dei valori di unita’ e santita’ del focolare domestico. Per rafforzare questo concetto, l’allora parroco della Chiesa di Saint John, nell’Italian Village, Padre Casto Marrapese, decise di organizzare un evento che celebrasse l’orgoglio di essere Italo-Americani, incentivasse a rimanere fedeli ai valori morali e religiosi propri di questa cultura e al tempo stesso permettesse di raccogliere fondi per creare borse di studio e per la costruzione dell’Italian Cultural Center. Il primo Italian Festival, dedicato a Fede, Famiglia e Amici (Faith-Family-Friends) fu quindi inaugurato il 20 Settembre del 1980 e riscosse un inaspettato successo, visto che erano stati prospettati circa 5.000 visitatori e invece piu’ di 10.000 persone parteciparono all’evento! Nel tempo il Festival ha perso la sua solida base religiosa, ma il numero dei visitatori ha continuato a crescere tanto che l’anno scorso sono arrivati a piu’ di 35.000!

Il cuore della festa e’ rappresentato dal grande tendone bianco dove cucinano a tutte le ore primi, secondi, pane e dolci, da mangiare nei tavolini rigorosamente con le tovaglie a quadrettoni bianchi e rossi…non c’e’ verso di far capire agli americani che ormai queste tovaglie sono presenti solo in alcune trattorie rustiche, per loro sono gli unici modelli che possediamo!

menu’ e qualche dettaglio del cibo presentato

Ci sono inoltre molte bancarelle di pasticcerie e negozi “italiani” (le virgolette sono d’obbligo) che vendono panini, focacce, tiramisu’, pizze (ai Pepperoni ovviamente), biscotti tipici, olio di oliva, aceto balsamico e cannoli. I prodotti sono piuttosto buoni ma decisamente costosi, ad esempio un cannolo costa circa 5$!
E’ molto divertente leggere i cartelli delle bancarelle, perche’ spesso sono scritti in un italiano decisamente discutibile!
Oltre al cibo, possiamo trovare vari banchetti con altre cose tipiche italiane come magliette, felpe, statuine del Presepe (???), utensili per la cucina, ecc. Inoltre ci sono gli stand di associazioni come Piave Club, dove puoi segnare da quale parte dell’Italia provieni mettendo una puntina su una grande mappa, e Italia in Ohio, un’organizzazione piuttosto grande che offre corsi di lingua, serate di incontro per imparare la lingua conversando e molte altre iniziative. In queste due bancarelle e’ anche possibile farsi mettere lo stamp sul Passaporto!
Ah, quasi dimenticavo…non puo’ mai mancare anche lo stand della Fiat con le sue belle 500 allineate!

FIAT 500 in esposizione

Il Festival prevede anche numerosi intrattenimenti: la cena preparata da alcuni ristoranti “italiani” di Columbus, il torneo di bocce, la parata con la gara tra bande musicali e musica dal vivo tutte le sere, rigorosamente in italiano…erano anni che non sentivo mazurche e valzer, mi sembava di stare ad una vecchia sagra di paese!!

Questo per me e’ stato il secondo anno al Festival. L’anno scorso, lo ammetto, sono andata solo a mangiare, nella segreta speranza di ritrovare l’amata cucina italiana anche fuori da casa mia. Devo ammettere che i piatti non erano niente male, ma le lasagne non erano paragonabili a quelle della mia nonna e i gnocchi li faccio meglio io (che modestia!!).

Quest’anno invece ho visto un po’ di piu’ del Festival, perche’ abbiamo accompagnato due amici che hanno partecipato alla sfida di cucina…la Mangia Mangia Recipe Contest! La gara era di domenica pomeriggio, quindi ne abbiamo approfittato per fare prima un giretto esplorativo, giusto per mangiarci un cannolo, fare due foto divertenti e ascoltare la famosa cantante Diamante Gallina (una ragazza bolognese ventenne, sconosciuta nel nostro paese, che faceva un repertorio anni ’40-50).

Il contest era diviso in due categorie, primi piatti e dolci, ed i nostri amici hanno partecipato nella seconda categoria con un rotolo alla ricotta (fatta da loro in casa!!) e gocce di cioccolato. Alla fine hanno vinto, ma non era cosi’ scontato visto che spesso i veri sapori italiani non piacciono agli americani (o italo-americani), ormai abituati alla salsa Alfredo e al pane all’aglio. Gli altri partecipanti erano decisamente molto piu’ americani che italiani, come si poteva dedurre dal ragu’ trasportato nei sacchetti di plastica e dalla pasta condita con il pollo…

Mangia Mangia Recipe Contest

Una volta saputo che tra i partecipanti c’erano due italiani veri, sono arrivate moltissime persone che sono emigrate o i cui genitori sono arrivati negli Usa molti anni fa a raccontarci delle loro origini italiane, di quanto gli manchi il loro paese, ecc. E’ stato molto bello!

Lara, Ohio
Ha collaborato con Amiche di Fuso da Febbraio 2014 a Gennaio 2015

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