Perché con un cane è più bello

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immagine presa da qui

Mancava qualcosa. Ormai da qualche anno sentivo che tornare a casa senza nessuno che scodinzolasse per me non era più lo stesso. Andarmene infatti è significato lasciare anche un altro pezzetto di famiglia, lei, che ormai anziana apparteneva a quella casa. A lei non ho potuto dire addio, non ho potuto dire grazie per tutto quello che mi ha dato in quei 13 anni, per la compagnia dei pomeriggi di studio quando trascorreva ore sulle mie gambe, e i dolci risvegli mattutini. Ho sofferto a distanza insieme a loro quando se ne è andata e quel vuoto l’ho sentito tutto.

Il tedesco ha una di quelle curiosissime parole, intraducibili in italiano, per descrivermi: Morgenmuffel. Sono, infatti, una di quelle persone scontrose la mattina al risveglio; non voglio vedere nessuno…a meno che quel qualcuno non sia lì a fissarmi con degli occhioni neri neri, un bel tartufo al centro del muso e mi stia leccando tutta la faccia. A lei, la nuova lei – come all’altra, non posso resistere perché è l’unica che sa strapparmi un sorriso ogni mattina; priva di parole (così inutili la mattina!) non potrebbe esprimere meglio tutta la gioia di volere iniziare una nuova giornata insieme e il desiderio di avere la pappa, ora, subito.

I bisogni di un cane sono semplici, l’affetto e la fedeltà che sa dimostrarti sono immensi, la sua compagnia è terapeutica. Io l’avrei preso subito un amico peloso una volta arrivata qui, ma i punti interrogativi erano troppi e mi preoccupavano davvero gli spostamenti aerei abbastanza frequenti. Adesso so che se avessi deciso prima avrei vissuto decisamente meglio il primo anno di adattamento, ma d’altra parte non sarebbe stata lei, non sarebbe stata la stessa e io sono una che purtroppo attribuisce sempre un motivo a quello che le capita. Quindi doveva essere proprio lei, arrivata quel 2 novembre 2013. Doveva essere piccola, bianca, con le orecchie beige e doveva essere allegra, per niente “abbaiona”, tanto giocherellona, una gran scodinzolatrice, socievole, ma soprattutto doveva essere una pigrona viziata, uno di quei cani che passerebbero giornate intere a farsi accarezzare sul divano, sempre in cerca di contatto fisico.

E’ stato amore a prima vista. L’inizio è stato difficile, come con ogni cucciolo di qualsiasi specie, d’altra parte; notti insonni, bisognini qua e là, una continua richiesta di attenzioni.

Non mi sono pentita neanche un secondo di questa scelta e mi ha seguito in tanti (forse troppi) spostamenti questa estate, salendo su ben 7 aerei…e i due lunghi viaggi oltreoceano non sono stati certo una passeggiata, ma essere una cagnolina piccola ha agevolato il tutto.

Ormai è difficile, dopo un anno, immaginarmi senza di lei, senza avere un soffice peluche che mi dorme accanto, senza farmi due risate quando torno a casa e mi rendo conto che si è mangiata qualche libro o le mie ciabatte. Senza andare a spasso ed essere fermata da qualcuno che vuole farsi fare le feste. Senza sorridere ogni volta che gira su stessa perché allegra. Senza preoccuparmi quando sta male, senza pensare a lei quando si organizza il prossimo viaggio. Senza quelle domeniche mattina alle 7 quando Seattle o Berlino è solo mia e sua. E’ parte di me, condivide il mio stesso futuro geograficamente incerto. Non si arrabbia, non porta rancore, è sempre pronta ad offrire una zampa e alleviare le giornate più difficili. Non chiede mai niente in cambio.

“Il cane è la virtù che, non potendo farsi uomo, s’è fatta bestia” scriveva Victor Hugo, quanta verità.

Valeria, Washington
Ha collaborato con Amiche di Fuso da Febbraio 2014 a Novembre 2014

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9 pensieri su “Perché con un cane è più bello

  1. Ho preso un cagnolino sabato e mi ritengo fortunata sotto l’aspetto dei bisognini. Le notti insonni però sono solo all’inizio, penso 🙂 E non so ancora se Leone rimarrà qui in Italia con mia sorella o se finirà per tornare in Lettonia con me…

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    • L’inizio è difficile ma è anche la parte in cui sono così piccoli e tenere 🙂 Spero che riuscirai a portarlo con te!

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  2. Anche io ho aspettato molti, troppi, anni da expat prima di decidermi ad adottare i miei gatti. In molti mi hanno criticata: sono una evidente complicazione della solita tabella di marcia di natali e vacanze e traslochi che chi vive sempre un po’ geograficamente precario conosce. Ma non c’è storia! sono un grande supporto contro la solitudine e la tristezza e ovunque io mi trovi, se ci sono loro è casa 🙂

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  3. Ho lasciato a casa dei miei la mia cagnolina Nami, anche lei anzianotta. Il solo pensiero che potrebbe andarsene senza avere la possibilità di dirle addio mi fa tanto male. Meglio non pensarci troppo.
    Prendere un cane qui sarebbe il massimo, ma il contratto d’affitto lo vieta purtroppo! Spero in un prossimo futuro, in un’altra casa, chissà dove. 🙂

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