La tradizione Italiana in cucina, una sfida quotidiana

Quando pianifichi il trasferimento in un altro paese, pensi un po’ a tutte le questioni pratiche e burocratiche: il lavoro, la scuola per i figli, trovare casa, creare nuove amicizie… E non pensi che “mangiare” sarà un problema. Non pensi che cucinare e mantenere la tua tradizione culinaria, sarà un problema. “Diamine, siamo in America, si trova tutto! Sappiamo che si mangia male, lo vediamo nei film, ma io sono una vera Donna Italiana e cucinerò Italiano!

Nei ristoranti in America non si usano le tovaglie. Non mi è mai sembrato un problema, finché non mi sono resa conto che è davvero raro trovare una tavola apparecchiata. Nemmeno nelle case. Al massimo, ma non ovunque, le tovagliette, altrimenti il tavolo nudo.

TavoliSicuramente è più facile da pulire e si risparmia in lavanderia, ma non mi piace appoggiarmi ad un tavolo “nudo”, spesso anche appiccicaticcio. La ricerca di tovaglie decenti per il mio tavolo è fallita in fretta, quindi al primo rientro in Italia mi sono presa tutte le tovaglie da casa!

Quando ho cominciato a frequentare qualche famiglia, ho poi scoperto che il più delle volte nemmeno si siedono a tavola per mangiare tutti insieme: mangiano in piedi la prima cosa che trovano nel freezer e se la scaldano nel microonde. E ho capito qual’è l’importanza del mangiare insieme, seduti intorno ad un tavolo: condividere, raccontare, scherzare, comunicare. Da quel momento noi abbiamo cominciato a fare anche colazione seduti a tavola tutti insieme (con la tovaglia!).

La cucina Italiana è parte della nostra cultura come lo stare a tavola insieme, i pranzi della domenica in famiglia. I ragazzi raccontano cosa fanno a scuola, i genitori raccontano del lavoro. E magari, coi figli più grandicelli, si parla di politica, di religione, dell’amico, dei vicini di casa, dell’ultima festa… Le nostre ricette sono ereditate dalle mamme e dalle mamme delle mamme ed ancora prima dalle bis-bis-nonne… arrivano da lontano le nostre ricette. Le mie lasagne non saranno mai uguali a quelle di un’altra cuoca italiana perché mia zia le faceva in un modo ed ogni donna personalizza la propria ricetta secondo i propri gusti.
Purtroppo qui non trovo tutti gli ingredienti amati da noi Italiani. E la qualità della verdura non è la stessa delle nostre verdure mediterranee. Per non parlare dei formaggi e degli affettati… ma cerco di cavarmela. E ci metto passione. La passione che noi donne Italiane sappiamo mettere in cucina.

E quando abbiamo degli amici da invitare, ci teniamo a dare il meglio per meravigliare i nostri ospiti con manicaretti che qui non avrebbero mai l’opportunità di mangiare. Invitare a cena degli Americani è un modo per diffondere la nostra profonda cultura.

E poi scopro, grazie al web, che non sono la sola: sono tantissime le donne Italiane che una volta sbarcate in un paese straniero, sentono il bisogno di cucinare, sempre meglio, cose sempre più varie e sfiziose. E attraverso il web ci scambiamo ricette, consigli su cosa usare, nomi di marchi di prodotti e della catena di negozi migliore. E ci confrontiamo. Da questi confronti sembrano scatenarsi delle vere e proprie gare. A volte vengono pubblicate foto di piatti fantastici che ti fanno morire di invidia, ammirazione e voglia! E tu poi vuoi fare meglio.

PiattoNon immaginavo assolutamente che sarebbe stato così difficile cucinare “Italiano” all’estero. Ma è una sfida che mi appassiona e mi diverte tantissimo. E diverte molto la mia famiglia… e i miei ospiti.

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17 pensieri su “La tradizione Italiana in cucina, una sfida quotidiana

  1. Per me è sempre stato importante il pasto, non per nutrirsi, ma più come rituale.
    Nemmeno qui si usano le tovaglie. Se vedi un ristorante con il tovagliato stanne alla larga, ti spennano.
    A me importa poco come si mangia in Germania. Mi importa poco se a cena è spesso solo Abendbrot (pane e insaccati). Importa poco se rimangono sbigottiti quando dico che cucino sia a pranzo che a cena. Io fi tengo e a casa nostra abbiamo la tovaglia e continuiamo a cenare (a pranzo solo il fine settimana siamo insieme) come abbiamo sempre fatto.
    Certo però i pomodori sanno proprio di nulla 😉

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    • Mah, ti dirò che quelli li trovo decenti. Forse perché ero abituata a Milano… invece il mio problema grosso sono le zucchine: io le adoro ma qui sono acquose e insapori 😦

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      • Ecco, le zucchine si trovano e non mi sembrano diverse dalle nostre. Ij generale però per le verdure è una tragedia. Solo cavoli di ogni forma e colore

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  2. Credo che sia importante mantenere viva la tradizione culinaria italiana più per se stessi che per diffonderla, perché inoltre diffonderla con ingredienti di scarsa qualità che spesso si trovano da comprare nei Paesi stranieri non so quanto faccia bene. Credo che sia questo il bisogno che uno sente quando si è lasciato il proprio Paese di origine, ci si vuole sentire ancora a casa. Però quando si arriva ospiti in un altro Paese e poi magari si decide di starci un po’ più a lungo credo che sia quasi un dovere scoprire la cucina del luogo e imparare a conoscerla e magari cucinarne dei piatti (certo dipende in che Paese si è finiti :-)). Ho fatto così, cucino spesso piatti svedesi e mi piacciono. E così riesco a meravigliare gli ospiti tanto quanto se cucinassi italiano. Credo che apprezzino che un’italiana abbia abbracciato la loro cucina, a differenza di quanto si dice di noi e del nostro attaccamento alla cucina italiana quasi come fosse superiore alle altre, in fondo l’integrazione passa anche da qui. Poi i piatti italiani si continuano sempre a cucinare di tanto in tanto. Ma vi dico la verità, cucinare un pasto italiano completo richiede così tanto tempo che a volte la cucina svedese si adatta meglio a me…con tutte le cose che ho da fare nella giornata 🙂

    Per quanto riguarda gli ingredienti, quando mi sono trasferita qui non si trovava né mozzarella né parmigianno ora invece trovi un po’ di tutto, pecorino e ricotta compresa. Però quelli prodotti artigianalmente in Italia sono imbattibili. Ho appena avuto ospiti i miei amici che vivono in abbruzzo e mi hanno portato un pecorino che mamma mia quando lo trovi qui!! 🙂

    E Giulietta anche qui i pomodori non sanno proprio di nulla 🙂 Meglio coltivarseli in vaso 🙂

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    • Sono d’accordo con te. Ma i piatti tipici qui sono: pollo fritto, hamburger con patatine, mac&cheese…
      Il BBQ!!! Questo sì che l’abbiamo imparato bene!!!

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    • molto simpatica che ti sei informata della cucina svedese. A me piacciono le cantarelle ( i funghi, non so il nome in italiano) che si trovano in abbondanza in supermercato. Per me cucina e mangiare sono importanti per il rito che si fa insieme.

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  3. quanto di capisco!!! per quanto io non mi possa lamentare delle verdure che qui in Bulgaria , e nello specifico dove mi trovio io a Burgas , sul mar nero, , si trova tanto, tantissimo !!!! Mentre da buona sarda, la mia valigia da expat ( che rientra a casa per dieci giorni ogni due mesi , così dicono le ferie del mio compagno) è stracarica di salsicce secche, pecorino e parmigiano!!! PRIMA O POI MI ARRESTERANNO 🙂

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  4. Mantenere le proprie tradizioni culinarie è difficile anche da una parte all’altra dell’Italia. Portatemi in Toscana il pane di Matera, le cime di rapa buone, le mozzarelle del pino…

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  5. In Olanda le verdure non sono così belli, ma gli ingredienti si trovano in supermercato e negozi in città. Se abiti in campagna sarà più difficile trovare gli ingredienti.

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