Amici pelosi al seguito? no problem!

Margot

Ecco Margot in aeroporto a Chicago mentre aspettiamo l’imbarco.

Espatriare significa spesso spostarsi di diverse migliaia di chilometri, magari con un oceano di mezzo e in Paesi con culture e leggi molto diverse dalle nostre. Uno dei primi pensieri che tormenta sicuramente riguarda i nostri amici pelosetti e prendere delle decisioni in merito ad essi per la prossima destinazione. Decidere di portarli con sè dipende da molti fattori: lo stato di salute, l’età, il carattere, le leggi del Paese ospitante come la quarantena all’entrata, il tempo a disposizione nella nuova realtà e così via. Sicuramente non è facile e non si giudica nessuno: decidere di lasciarli a casa con qualcuno di fiducia provocherà comunque un piccolo strappo al cuore ma può essere la scelta migliore e bisogna trovare anche il coraggio di fare questo. Credo che la salute mentale e fisica del nostro amico sia direttamente proporzionale alla nostra se lo consideriamo un membro della famiglia, quindi si deciderà il meglio per lui anche se non corrisponde ai nostri desideri.
Noi abbiamo portato negli USA la nostra bassotta Margot: all’epoca quattro anni, ora sei per sette chili di amorevole quadrupede da cui mai mi sarei separata e la fortuna ha voluto che nel mio nuovo Paese non ci fosse la quarantena da rispettare (perché provenienti dall’Italia) e che potessi portarla con me in cabina durante i voli per il suo peso. Unica restrizione l’antirabbica annuale che mi pare piuttosto onesto come compromesso per averla con noi.  Abbiamo scelto la compagnia Lufthansa che ha fama di essere una delle più disponibili per il trasporto di animali: il limite massimo per portarlo con sé in cabina è 8 chilogrammi incluso il trasportino che deve avere delle misure precise. Durante il primo volo Margot ha un po’ protestato ma ora è una provetta viaggiatrice e si comporta benissimo, comunque per aiutarla a rilassarsi uso sempre il Rescue Remedy, i Fiori di Bach. Anche per quanto riguarda il vivere quotidiano siamo stati fortunati perché il popolo Americano adora i cani, quindi ovunque si trovano spazi dedicati a loro. Spesso si organizzano anche incontri tra cani della stessa taglia e nei parchi vi è sempre l’apposito distributore di sacchetti per i bisogni e i cestini. Certo loro prediligendo il grande in tutto hanno spesso cani grossi e Margot in qualità di Wiener Dog quasi unico in città gode di parecchi attimi di gloria.. peccato che lei diffidi di chiunque si avvicini a meno che non abbia qualcosa da mangiare da offrirle!
Quindi un espatrio facile con lei sotto tanti punti di vista ma è possibile che nella vostra destinazione non lo sia allo stesso modo ecco allora alcune tips per voi ( partendo dall’Italia) :

  • Informatevi tramite le Ambasciate dell’importazione di animali nel Paese di destinazione: presenza di quarantena, obbligo di determinate vaccinazioni e obbligo di presentare particolari certificati;
  • Scegliete con cura con quale compagnia aerea viaggiare: controllate sul sito di questa quali documenti vi vengono richiesti per viaggiare sull’aereo ( spesso un certificato di buona salute è obbligatorio), il massimo del peso totale per tenere il cane in cabina e quanti ne sono consentiti in una classe, il tipo di trasportino richiesto per la cabina (io ho comprato quello semi-rigido della Sturdycosì che si potesse modellare per essere messo sotto il sedile e pesa solo 1,2kg nella misura large, trovarlo rigido nelle misure indicate per me è stato impossibile e poi sarebbe risultato inutilizzabile perché troppo basso), controllate sui forum dove troverete i feedback di chi ha già viaggiato con quella compagnia. Se il vostro amico viaggia in stiva non necessita di trasportino ma ci sono delle razze che non vengono accettate per problemi di respirazione e attenzione che molte compagnie non accettano animali sedati quindi verificate e al massimo usate prodotti naturali;
  • Il vostro animale dovrà essere munito di Passaporto: si richiede all’ASL veterinaria della vostra provincia e qui vi saranno riportati tutte le vaccinazioni. In base al Paese di destinazione ci potrebbe essere bisogno anche di un certificato sottoscritto dal veterinario dell’ASL locale quindi informatevi prima così andate una volta sola.
  • Nel trasportino usate un tappetino assorbente in modo da essere cambiato velocemente in aereo con uno pulito;
  • In aeroporto chiedete alle guardie se potete far uscire il vostro amico dal trasportino a sgranchirsi un po’ le zampette e prima di partire cercate informazioni sulla presenza di aree pet-friendly da poter usare;
  • Durante il volo l’animale non può uscire dalla sua cuccia ma state attenti alla sua idratazione e che il trasportino scelto sia ben aerato;

L’espatrio è anche solitudine quindi avere i propri amici pelosetti vicino può solo far bene, soprattutto se uno dei due è a casa tutto il giorno è una grande compagnia: la mia bassottina mi è sempre stata vicina e spesso nei momenti più scuri è stata un’ancora di salvataggio. Certo qui siamo soli quindi quando ci dobbiamo muovere e lei non può seguirci dobbiamo organizzarci con amici o dog sitters e non risulta sempre facile doversi fidare di estranei o impegnare la gente, ma vi assicuro che aprire la porta ed essere accolti da tutte le sue feste ci fa sentire davvero a casa.

E in ultimo state sereni: ovunque siate, lui, accanto a voi, si sente a casa.

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3 pensieri su “Amici pelosi al seguito? no problem!

    • Se non sbaglio stai partendo per la Germania giusto? Si fa di tutto per averli con sé: nel mio caso anche patire tutta l’ansia per la paura che non me la facciano uscire dagli USA o rientrare.. e purtroppo unica via d’uscita e d’accesso è l’aereo! 😉

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      • Si, Germania. Ti capisco, tutte le carte e l’ansia fino al’ultimo secondo. Io purtroppo ho dovuto optare per il bus, perché abitando al sud e lontano dagli aeroporti, sarebbe stato complicato e moolto dispendioso prendere l’aereo con il mio “lui”! 😀

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