Vita all’aria aperta

Sono dell’idea che la mancanza a San Francisco di un vero e proprio centro città – così come lo intendiamo noi in Italia – spinga la gente a cercare luoghi di incontro e di svago diversi da quelli comunemente usati nella nostra Penisola.

Di parchi in città ce ne sono molti e sono tutti diversi, per la posizione, per l’estensione e quindi per le aree di verde a disposizione e, naturalmente, per i servizi offerti. Ci si trovano spesso dei campi da tennis gratuiti, tenuti benissimo, con reti divisorie intatte e luci che si accendono al calar del sole. Tutte cose che in Italia si pagherebbero care, in centri privati a pagamento. E invece qui si parla di parchi pubblici, generalmente privi di recinzioni, che quindi durante la notte rimangono aperti. E nonostante ciò non vengono danneggiati e non subiscono atti di vandalismo. Ciò che credo sia diverso rispetto all’Italia è il fatto che essi sono concepiti e considerati come proprietà della comunità cittadina e vengono quindi trattati dai cittadini come un bene comune di cui prendersi cura. Ecco perché difficilmente vedrete cartacce o sporcizia abbandonata, oppure giostre rotte o mal funzionanti per i bambini. Eppure sono tutti parchi che, specialmente nei weekend, ma talvolta anche durante la settimana, sono molto frequentati, dalle famiglie, dalle coppie, dai single.

Trasferitami in questa parte di mondo, una cosa che mi ha sorpreso molto – oltre all’attenzione verso ciò che appartiene alla comunità tutta – è stata la passione condivisa dalla gente comune per i parchi e le aree di verde in città. Ai sanfranciscani piace proprio trascorrere del tempo all’aria aperta! Specialmente nel fine settimana, si dirigono proprio verso queste aree verdi per trascorrere la giornata, da soli o in compagnia. Amano fare attività all’aria aperta, correre, andare in bicicletta, giocare a palla, a freesby, far volare gli aquiloni (e qui di vento ce n’è sempre a disposizione!). E amano farlo al parco, se non in spiaggia.

Da quando vivo qui anch’io, sento che questo stile di vita mi ha contagiata. Mi sono resa conto di quanto sia bello riprendere fiato dopo una intensa settimana di lavoro in uno di questi polmoni verdi della città. E solitamente mi rifaccio gli occhi di fronte ad uno dei paesaggi pittoreschi che nasconde il Golden Gate Park, il parco più grande della città con un’estensione di 4,5 km quadrati, 10 km di piste ciclabili e più di un milione di alberi, giusto per darvi un’idea: è più grande persino del famoso Central Park a New York! E c’è sempre una zona che non avevamo visto, un angolo di verde non esplorato. carretto
Ultimamente, da quando abbiamo acquistato il carretto per la bicicletta nel quale sistemiamo il nostro bambino di nove mesi (che ride dall’inizio alla fine del viaggio), andiamo pedalando al parco, approfittando così della fitta rete di piste ciclabili che attraversa la città. Così, dopo 7 km che attraversano anche delle vere e proprie isole di verde spartitraffico, arriviamo al Golden Gate Park.
Una volta qui, ci sollazziamo al sole, magari facendo un picnic sul prato se riusciamo a partire presto al mattino, dirigendoci verso il Koret Children’s Quarter che è forse il playground più bello di tutta la città oppure passeggiando attorno ad uno dei laghi del parco.
Trascorrere qualche ora all’aperto, così, senza fare poi niente di speciale, è davvero rasserenante, così come può essere rasserenante quel contatto con la natura che spesso si perde nella frenetica vita quotidiana.
Ecco quindi che quella passione per le attività all’aria aperta, per i giochi e le corse sotto al sole, è diventata anche parte della nostra vita americana e sono sinceramente felice di sentire miei questi usi e costumi californiani che mi sembra facciano proprio bene al cuore!

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4 pensieri su “Vita all’aria aperta

  1. Era proprio una cosa che volevo chiedere: leggo sempre che non esiste l’abitudine di passeggiare, che gli americani vivono con l’auto sempre incollata al fondo dei pantaloni (peggio degli italiani, che non scherzano), che non esistono le zone pedonali in centro ecc.
    Allora i parchi svolgono questa funzione? I centri cittadini non sono musei a cielo aperto come quelli di ogni piccolo o grande comune italiano, quindi si preferisce creare e utilizzare i parchi? Sembrerebbe un’idea eccellente. È così che funziona?

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    • Luciano,
      come scrivevo qualche tempo fa San Francisco credo sia un po’ un’eccezione ma per quella che è la mia esperienza qui, posso dirti che effettivamente di gente che va a passeggio ne vedo poca: vedo mamme e bambini che vanno al parco a piedi, gente che porta a spasso il cane o che si muove a piedi per brevi spostamenti da un mezzo ad un altro o da un mezzo ad un luogo. Pero’ non posso dire che siano esagerati e non si muovano senza l’auto: mi sembra che la tendenza sia quella che c’è in Italia, usare l’auto quando serve.
      Qui per esempio la bicicletta è un’ottima alternativa!
      Di centro cittadino non si può parlare perchè non c’è. Ci sono vari luoghi di attrazione ma non un centro vero e proprio, come lo intendiamo noi, quindi per la città ci si disperde! L’impressione pero’ è che i parchi fungano da catalizzatore per le persone che vogliono stare in mezzo alla natura anche solo per un’ora respirando aria buona o giocando coi propri figli all’aperto!
      Questo sempre per quella che è la mia esperienza qui…

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