Che cosa farai da grande?

 

Ieri sera una persona mi ha fatto una domanda così banale ma allo stesso tempo così profonda da lasciarmi interdetta e naturalmente ancora ora sto pensando ad una risposta…
La domanda era: “che cosa farai da grande?
Cinque semplici parole che possono però bloccarti, lasciarti a bocca aperta senza saper pronunciare o meglio scrivere, visto che si trattava di una chat in facebook, alcuna parola di risposta.
Dopo qualche secondo ho risposto: “ma perché si diventa grandi?!”. Risposta sciocca e inutile ma qualcosa dovevo pur scrivere!
La realtà è che da quando ho firmato il contratto di donna-moglie-mamma expat non ho più pensato al futuro. Ho sempre e solo pensato alla vita passata e soprattutto a vivere bene il mio presente.
Credo sia un modo per “sopravvivere” o vivere al meglio la propria situazione di instabilità, incertezza nel mondo.

Il fatto di appartenere alla categoria degli espatriati convinti, cioè quelli che vogliono a tutti i costi vivere e crescere la propria famiglia in un paese straniero per mille motivi, ti costringe a non pensare ad un futuro. Ci si concentra solo sul presente e magari, qualche volta, si parla e si racconta del proprio passato. Vivere al meglio il proprio presente è fondamentale, non fare progetti futuri e cercare di concentrarsi solo su ciò che stai vivendo è importante per non perdere nulla del luogo o del momento che stai vivendo.
Però poi arriva una e ti chiede che progetti hai per il futuro, cosa farai quando sarai grande e tu che le rispondi???? Boh.
Ad essere sinceri non lo so cosa farò da grande. Ma poi che cosa vuol dire “essere grande”?
Io oggi sono già grande?! Credo di si, visto che mi ritrovo due figli di cinque e tre anni e mezzo da gestire; visto che ho superato (anche se di poco!) i trent’anni e visto che ho collezionato un passato piuttosto discreto e interessante.
Il futuro lo vedo come una cosa ignota.
Un po’ come trovarsi sulla cima di una montagna a fissare il vuoto sotto di noi, quei mille o duemila e passa metri di dislivello che ti separano dal luogo da dove sei partito. Il futuro è qualcosa che non conosciamo, che non possiamo gestire, sul quale non possiamo comandare ma al massimo concentrandoci con la legge di attrazione che mi ha insegnato Mimma possiamo sperare di attrarre. Ma chi lo comanda il futuro?
Ma poi, cosa voglio dal futuro?
Ma come quantifichiamo questo futuro? A breve termine o a lungo termine?
Il massimo che posso pianificare oggi è il breve se non brevissimo termine.
Si, perché in due settimane la mia vita è stata cambiata radicalmente e quelle due settimane fa ormai appartengono al passato ma fino a due settimane prima erano futuro e quindi ignote.
Oggi ho davanti a me un anno di Italia, ma fino a due settimane fa avevo davanti a me ancora tre anni di Kuwait. Oggi posso dire che tra un anno sarò in Arabia Saudita, ma chi può dirlo con esattezza dove sarò realmente tra un anno?! Io vorrei essere in Arabia Saudita, non perché sono folle ma semplicemente perché voglio riunire la mia famiglia il prima possibile. Per ora posso solo ragionare su progetti a breve-medio termine. Quindi, posso dire che a settembre ho in mente tanti bei progetti e sogni che mi piacerebbe esaudire. Cogliendo l’occasione di trovarmi in Italia vorrei seguire un corso di fotografia per cercare di scovare il cosa fotografare ma soprattutto come fotografarlo. Mi piacerebbe seguire un corso di blogger per specializzarmi. Vorrei passare più tempo possibile con la mia famiglia d’origine che ormai sono cinque anni che non riesco a viverli intensamente. Vorrei che i miei bambini vivessero sereni e tranquilli anche se il loro padre sarà a migliaia di chilometri di distanza, e questa sarà la sfida più dura da affrontare. Vorrei trasmettergli tutte le tradizioni che ci appartengono. Vorrei riempirgli gli occhi di belle cose: musei, chiese, piazze, città, musica, teatro, balli, tradizioni, e tanto altro ancora. Insomma, vorrei recuperare gli anni passati fuori dall’Italia ed essere pronta per affrontarne tanti altri ancora. Ma qui parliamo di futuro a breve termine.
Da quando vivo all’estero ho perso la dimensione “futuro”, perché la trovo troppo difficile da immaginare, da afferrare e trasformarla in qualcosa di concreto. La vedo come un qualcosa di così lontano, effimero e difficile da rendere vero che non vale la pena pensarci.
Ho dei sogni nel cassetto che potrebbero diventare il mio futuro. Mi piacerebbe andare a vivere in parti del mondo che non ho ancora visto; vorrei condividere con Mimma e la sua meravigliosa famiglia ancora qualche anno nello stesso paese e quindi mi sto concentrando su Abu Dabhi; vorrei vedere mio marito realizzato, i miei figli sani che studiano e che raggiungono i loro obiettivi; vorrei anche tante cose per me ma non riesco a metterle per iscritto perché mi sembra di chiedere troppo e quindi me le tengo dentro lavorando sodo ogni giorno per cercare di realizzarle.
Ecco, la mia visione del futuro è cambiata nel tempo.
Se dieci anni fa mi avessero detto “che cosa farai da grande?” probabilmente avrei risposto diversamente. Avrei detto che da grande volevo lavorare in un ufficio del personale di una grande azienda occupandomi di selezione, che avrei avuto solo figlie femmine, che una l’avrei chiamata Angelica e l’altra Rebecca, e che non avrei mai smesso di lavorare perché avevo studiato tanto per ottenere una posizione nel mondo del lavoro. Sicuramente non avrei mai pensato di ritrovarmi a vivere otto mesi in Libia, tre anni e mezzo in Kuwait e partorire due figli maschi.
Quindi, cara Sonia, alla tua domanda Che cosa farai da grande? l’unica risposta che posso darti per certa è: la mamma, la moglie, la donna expat che si impegna in ogni paese in cui andrà a creare qualcosa di magico e speciale come è accaduto in Kuwait. Sono consapevole del fatto che sarà impossibile conoscere persone speciali come Mimma ma mi impegnerò in ogni luogo a trovare solo gli aspetti positivi, a cercare quella “luce” nascosta che ogni paese possiede, a creare rapporti d’amicizia solidi e imparare sempre qualcosa di nuovo.

 

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9 pensieri su “Che cosa farai da grande?

  1. Condivido ogni singola parola. Io sono al mio sesto trasferimento. Andrò anhe io in Arabia Saudita e il mio cuore fa male perché lascio qui delle persone alle quali voglio troppo bene.
    Io rispondo sempre che non posso ragionare oltre i prossimi 6 mesi. E spesso anche quelli son troppi. Ogni giorno è il mio futuro e spero sempre che il mio sguardo sul passato sia ricco.
    Troverai un’altra Mimma. Ogni posto porta con sè incontri magici. In bocca al lupo!

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    • Grazie a Valentina mi sono accorta di aver scritto Arabia Saudita. IN realtà andrò negli Emirati. Io sì che sono fusa! (nel vero senso della parola perchè vi ho letto e commentato durante i miei risvegli da jetlag).
      Ancora in bocca al lupo!
      ele

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      • Crepi il lupo Elena!!! Direi che è praticamente impossibile ragionare e fare programmi oltre i sei mesi, e come hai detto tu, a volte pure quelli sono troppi!
        Hai ragione, ogni luogo porta con se incontri magici!

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  2. Concordo in otto con quello che scrivi, ma questa è una dimensione da donna expat e solo noi possiamo capirla! Viviamo anno dopo anno senza sapere esattamente dove saremo e cosa faremo, viviamo di progetti nuovi, che nascono e finiscono il tempo quasi di un espatrio, viviamo di tante cose che passano in fretta, di scelte anche dolorose, di cambiamenti enormi…. Ci reinventiamo ogni giorno e questo e il bello!

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    • Viviamo veramente di progetti che nascono e finiscono. Soprattutto non sappiamo mai quando nuovi progetti arriveranno e quindi quando la nostra vita subirà un cambiamento. Ma questa situazione di “instabilità” mi piace un sacco e mi da tanta adrenalina per affrontare nuove sfide!

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  3. ma chi e’Sonia che fa queste domande cosi’ complesse?? Next time potrebbe chiedere soltanto: che cosa farai domani? Molto ma molto piu’semplice…

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  4. Che bel post Drusilla. Positive, sempre positive dobbiamo essere noi donne expat: per noi,per i nostri figli e per i nostri mariti, se qualche volta hanno dei dubbi di averci infilato in un vespaio complicato! Ricordiamo il passato, viviamo appieno il presente e per il futuro…chi lo sa? ma va bene cosi`…che noia se tutto ci fosse gia` noto! per carita`!

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  5. standing ovation! condivido ogni singola parola. io non ho ancora maturato tutta questa seniority in fatto di expat ma so che questo è il nostro futuro, il mio futuro al seguito della futura carriera di lui. e per ora tanto mi basta!

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  6. carissima amica mia. Oggi mi manchi più che mai. Averti accanto in questi anni è stato davvero un bel regalo. Sai che penso?? che tu sia nata grande. Matura, responsabile, con un cervello fine e fin troppo sveglio. Ti auguro un pò di anni leggeri, o almeno questo che ti vede in transito in Italia. Si ti auguro di vivere la tua giovane età, perchè tu sei giovane, ti sei presa dei bei impegni pensati, che tanti neanche a 50. E invece io ti auguro di vivere il momento, di goderti i tuoi figli, di vivere sempre con questo equilibrio. E con quel sorriso che mi manca tanto. Ti abbraccio la tua compagna wild….

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